stupidità

14/03/2011

Centomila anni fa ero un bambino di 12 anni.Con la famiglia andavo,durante le vacanze estive in montagna a Bardonecchia,in val di Susa. Avevo una carabina ad aria compressa che sparava dei pallini di piombo chiamati diavoletti. Con mio fratello e Benito un ragazzo più grande di noi che i genitori ci avevano messo alle costole per sorvegliarci,andavamo su per le montagne tutt’intorno a cercare nelle vecchie trincee della seconda guerra mondiale (era proprio il confine con la Francia là dove avevano combattuto gli Alpini)polvere da sparo lamellare che ovviamente facevamo esplodere,spolette anche quelle ecc.ecc. roba da rimetterci facilmente le mani o anche morire.Il nostro divertimento era totale ed ovviamente mi portavo dietro la carabina.Passavamo così le mattine e verso mezzogiorno ci preparavamo per mangiare.Benito aveva un sacco da cui tiravamo fuori salsicce e pane,poi veniva acceso un fuoco e preparato con uno stecco uno spiedo.Fin qui nulla di male,a parte le spolette,ma ecco la STUPIDITA’: con un’abilità assoluta riuscivo ad ammazzare degli uccellini inermi che se la spassavano in cima agli abeti con la maledetta carabina:pensate che sparava un solo pallino alla volta.Loro,feriti a morte cadevano sbattendo le ali lungo i rami dell’albero con un fruscio violento che ancora ho nelle orecchie.Poi quando li prendevi in mano vedevi un povero piccolino tutto colorato,spesso avevano delle ali sul giallo,marrone con qualche piumetta bianca….Che immensa stupidità ammazzare quei poveri animaletti,un attimo prima erano felici sul loro albero ora nelle mie mani.Non finisce qui perchè poi li spennavamo e nello stecco infilzavamo prima un pezzo di pane,poi un tocco di salsiccia e poi l’uccelletto;il tutto sul fuoco.Chissà forse pensavo di essere un cacciatore nelle montagne Rocciose del West! Oppure ero solo uno stupido che si compiaceva di mangiare gli uccellini per conformismo e non certo per fame.

Questa storia mi pesa ancora oggi come un macigno .




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