Prologo

5/11/2009

Sospettate delle preparazioni fantasiose. Il cliente abbia il diritto di vedere e capire quello che mangia, e di preferire, come me, la dignità di un’aragosta intera all’aragosta sminuzzata o sgusciata con pomodorini, zucchini o altro. Non dimenticate mai la dignità di un’aragosta intera.

Non mi piace sentir parlare di cucina italiana, francese, tedesca: la cucina è tutto ed è di tutti. Non esiste una cucina italiana, francese o tedesca, esistono specialità italiane, francesi o tedesche.

Perché un italiano non dovrebbe mangiare delle patate alla zurighese o un pollo alla birra? Perché un francese non dovrebbe mangiare un buon piatto di spaghetti?

Concludo con la filastrocca popolare che amava declamare mio padre, dopo cena, nel momento del pieno appagamento dei sensi e di massima felicità intellettuale, poco prima dello scopone.

Amici miei, mangimmo e bevimme finché ce sta l’uoglio n’ta lanterna: ca l’atro munno chi sa se ce vedimme, ca l’atro munno chi sa se c’è a taverna“.

A proposito, durante la partita veniva servito un ottimo gelato di frutta.


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