Prologo
5/11/2009
Non c’è vita senza cibo, non c’è cibo senza cucina, non c’è cucina senza cultura. Come la sedia di Kant, è l’idea che abbiamo del cibo che lo fa esistere. Quell’idea ce la dà la cucina.
Quando noi pensiamo a un pollo, nel senso di cibo, non pensiamo a un pollo che razzola, ma a un pollo cucinato arrosto. Non è certo un pollo vivo che è cibo.
Il cibo è l’unico modo che abbiamo per mantenerci in vita e questo è il motivo per cui ho messo la cucina al primo posto della mia scala dei valori.
Gli antichi romani usavano la neve in estate, in cucina, la conservavano negli orci. Oggi ci sono i supermercati. È vero che in pieno inverno si ha più voglia di mangiare un brasato anziché una sogliola al vapore, ma è altrettanto vero che in generale dipende dal gusto e ognuno ha il suo. Dico questo perché è un moralismo stupido non usare cibi surgelati o coltivati in serra, sarebbe come dire che bisogna lavare a mano anziché in lavatrice. Ciò che conta è saper cucinare questi cibi e dar loro un gusto. Io sono anche contrario al vino del contadino: spesso è vino acido, imbevibile, fa malissimo. Lo stesso vale per certi liquori fatti in casa.


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