povero polpo

25/04/2011

Era una cristallina mattina dei primi di settembre,il mare blu ed immobile accarezzato dalla tramontana che soffiava da nord. Entro in acqua alla Punta.Sapevo per esperienza precedente che a circa 20 m dagli scogli,dritto a me,c’era a circa 7m di profondità una tana;ogni tanto ci andavo a dare un occhiata e spesso trovavo qualcosa….                 Con me avevo un fucile ad aria compressa con arpione.Prendo aria e vado giù.Metto la testa nella tana e quasi sbatto contro un grosso polpo che mi guarda con i suoi occhi tagliati e si ritrae ma di poco.Torno sù e prendo aria.Vado giù e con calma, lui era sempre lì ,gli scarico l’arpione in mezzo agli occhi.Tento subito ,l’aria stava finendo,di strappare l’asta e lui con l’asta ma non ce la faccio perchè il polpo si aggrappa con i tentacoli alle pareti della tana.Torno sù,prendo aria e di nuovo giù.Stavolta adoperando l’asta della fiocina con gesti circolari e spingendo con tutta la mia forza: dopo poco vedo che si stacca dalla roccia.Torno sù ,aria…torno da lui e prendo il fucile che avevo lasciato sul fondo,dove alla fine dell’asta che è legata con un cordino di tre metri c’era avvinghiato e disperato il povero polipo.Torno sugli scogli e una volta uscito dall’acqua comincio dopo avergli rivoltato la testa a sbatterlo sui scogli.Vado a casa e lo cucino” all’inferno” cioè un tegame abbastanza alto ,lui dentro con quattro patate sbucciate,mezzo bicchier d’acqua un coperchio.Dopo 2 ore ecco il polpo che dalla tana è finito in tavola,lui ha assunto un colore rosso,meraviglioso.Un pò d’olio e pepe….Che tristezza,no,il polpo era squisito ma la lotta era impari ed in più lui se ne stava in pace con i suoi problemi nella tana,laggiù in fondo…Spesso sarebbe bene che i giovani spensierati ci pensassero prima di ammazzare altre creature.. Era inutile,potevo mangiare altro cibo.Non c’è un vero motivo del suo assassinio,forse l’arroganza del più forte unita a tanta stupidità.Sono passati tanti anni da questo episodio e ho provato a ragionarci sopra,può darsi che la vista del povero polpo nella tana mi abbia scatenato una repulsione mista a violenza e che in realtà mi raccontavo che volovo mangiarlo e che ero un pescatore e tanta altre cazzate simili.Ogni tanto penso con tristezza e colpa a quello sguardo che mi diceva:”che cavolo vuoi?Non vedi che sono qui a casa mia e non rompo le palle a nessuno?”




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