Esercizi spirituali

11/02/2010

Chi è nato dopo il 1960 non può capire quello che scrivo di seguito. Meglio se nato dal 1940 al 1955  ha l’età giusta. E’ qualcosa che ha a che fare con lo spirito sepolto dagli anni che c’è in tutti noi. Ha a che fare anche con lo stomaco  quello fisico ed attuale che vi ritrovate.

Dovete cercare (la difficoltà è enorme) una trattoria con il meccanismo lavorativo, la cucina, il cibo, gli arredi il più possibile simile a sua sorella maggiore… Quella dove si andava a mangiare fino al 1975…

Io l’ho trovata recentemente e mi ci sono infilato con tutto lo spirito di cui ero fornito in quel momento.

Da fuori assolutamente insignificante, lungo uno stradone della Bassa, con un’insegna laconica generalista tipo trattoria del ponticello…

C’era un grande parcheggio per i camion. Era pieno per trequarti. Dentro lo stanzone circa 70 persone in tavoli da quattro/sei. Mi fanno sedere ad un tavolo da sei ma eravamo in tre da una parte ed io in fondo dall’altra. Tovaglie bianche con sopra un foglio di plastica trasparente, tovaglioli di stoffa, forchetta e coltello di quel’alluminio leggero, bicchiere senza gambo rivoltato all’ingiù. Un ragazzo giovane, grasso, alto, stretto dentro una giacchetta bianca che lo semisoffocava il cui bottone centrale sembrava stesse per cedere, con dei piedi assolutamente piatti  mi porta un cestino di plastica azzurrina con dentro due panini di numero. Poi attacca: “Oggi abbiamo: farfalle prosciutto e piselli, tagliatelle al ragù, maccheroni al pomodoro”. Mi fissa e attende che decida, avrei voluto chiedergli qualcosa, tipo che pasta è, la fate in casa, e tutte le solite pippe di tutti i soliti ristorantini.. Per fortuna lui non si muoveva non apriva bocca e mi continuava a fissare in placida attesa. Tagliatelle al ragù, dico e vedo che è soddisfatto. Immediatamente mi dice: “di secondo abbiamo costata con patate al forno, milanese con patate al forno, coppone con patate al forno oppure se vuole insalata”. E mi fissa. Dico cappone con patate in insalata se è possibile, mi dice di sì; un quarto di vino rosso, mezza minerale.

Sembra che non sia passato un giorno dal 1970… Tutti i vari gourmet, tutti i giornali di gastronomia, le centinaia di trasmissioni tv sulla cucina, il salutismo anticolesterolo martellante generale… insomma gli ultimi 40 anni della nostra vita sono fuori dalla porta d’ingresso.

Mi guardo attorno, il vociare era altissimo ma il volume di una televisione appesa nell’angolo in alto lo era ancora di più. Nel frattempo squillavano qua e là le suonerie dei vari telefonini almeno una suoneria ogni trenta secondi, il contrario esatto dei canoni di comportamento da tenere in un posto dove si mangia. Stranamente, forse perchè ad ogni telefonino corrispondeva un lavoratore in tuta che cercava di parlare in quel breve intervallo con la moglie o che ne sò, non mi irritavano più di tanto. Insomma mentre finisco i due panini mi rendo conto di essere al centro della mia vita, in un qualcosa che conoscevo e conosco bene, dico al ragazzo di portarmi ancora pane. Il pane arriva insieme alle tagliatelle. Il sapore del ragù di una volta… un pò acido, rancichetto con una spolveratina di grana: quello che desideravo. Poi il secondo: “scusa ma questo non è cappone!”

“Questo è coppone con patate in insalata” Avevo capito male, quindi mi mangio il coppone che non c’entra nulla con le patate in insalata. Tutte dosi, sia il primo che il secondo, pesate per la sopravvivenza fino a sera.

Inutile cercare compiacimenti vari. Si ritrova se stessi, il proprio io lontano, in trattorie come questa dove i sapori sono ancestrali, non esistono più. Fanno parte del tuo spirito passato di ricordi lontani dove solo oggi ti rendi conto che quel sapore è legato alla tua giovinezza alle varie speranze che avevi. Questo è un vero esercizio spirituale, provateci .




2 Responses to “Esercizi spirituali”

  1. imparato molto

  2. Grazie, mi mancava qualche cosa nella mia vita, non sapevo cosa fosse fino a quando no ho letto l’articolo. È vero mi manca la trattoria fumosa dove ti servivano le tagliatelle al ragù rigorosamente in scatola con la stesso gusto da Canicattì a Bolzano. Grazie di nuovo.

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