(Italiano) una panchina in piazza walther

2/09/2010

Ci risiamo,ho bisogno di fare ordine mentale.Vado via un paio di giorni. Sei ore dopo sono a Bolzano.Inverno.Scendo all’hotel Greif,in piazza Walther. E’ una casa del 1500 in stile sudtirolese,difronte al duomo.Entro.Il portiere addetto anche al ricevimento sembra la caricatura di Ceccobeppe ma è reale e anche gentilissimo fin troppo gongolante. Camera sul lato dell’hotel,con letto grande.La stanza è tutta rivestita di legno.Un grande bagno rivestito di marmo verde con rubinetti di ottone lucido dove subito riempio la vasca di acqua bollente.Guardo fuori dalla finestra che da sulla via laterale .Di fronte due piani più in basso finestra illuminata,senza tende,un altro bagno con una giovane donna in mutande e reggipetto neri che si specchia.Si accorge che guardo .Non fa una piega,anzi mi guarda a sua volta con sfida e con calma dopo poco se ne và.Sono perplesso.Mi aspetta il bagno caldo. Dopo un riposino scendo e chiedo a Ceccobeppe dove si mangia,mi indica una scala che porta alla taverna dell’hotel che però ha anche un’entrata dall’esterno.Puro stile tirolese.Compreso nello stile c’è anche un kellerina

con divisa nera e grembiulino di pizzo bianco,ex bellissima , oggi sessantenne con maschera di rughe sottilissime(una che ha mangiato

poca verdura nella sua vita)e occhi fermi di ghiaccio che gentilmente

decide dove mi devo accomodare anche se sono l’unico cliente.Ordung.

Tagliere di speck,burro,pane nero e pepe a mulinello.

un knoedel in brodo.

Poi chiedo un Herrengrostl (padella del signore) è una padella con burro

patate cipolle e losanghe di fesa di vitello.  Una bottiglia di blauburgunder….

per finire  uno strudel alle noci.

Sempre solo ed unico avventore dopo dici minuti che fisso la testa

impagliata di un povero cervo appesa al muro di fronte,comincio a

sentire un gran calore,prima in faccia poi dapertutto:meglio se esco.

Passo dalla porta che da direttamente su piazza Walther.Di sicuro siamo

sotto lo zero.Mi siedo su una panchina che c’è lì,davanti al locale e comincio

a togliermi prima il giaccone,poi il cardigan e resto in camicia:finalmente

respiro.Mi accendo un sigaro.Mi godo il silenzio,l’ordine che c’è intorno;

sembra una città deserta.

Torno con la mente alla ragazza del bagno difronte.

Quello sguardo di sfida,quella pelle bianca,quasi livida,il caschetto di

capelli neri corvino…sono l’emblema delle ragazze sudtirolesi.

Donne di una sensualità estrema perchè la vera sensualità nasce dall’educazione repressiva ed estrema che hanno subito più il selvaggiume

tipico della loro razza.Pronte a tutto,purchè estremo.Il tutto senza inutili

finte allegrie nè troppi sorrisi.Insomma delle madonnine diaboliche e

dallo sguardo molto duro.Il contrario del carnevale di Rio.No samba.No

abbandono.Tutto gira solo nella mente,niente è naturale….

Pochi minuti prima di una congestione certa,dopo un ultimo tiro al sigaro,

rientro al Greif  .

L’hotel non c’è più o meglio oggi si chiama sempre allo stesso modo ma grazie alla complicità degli architetti ha una struttura come fossimo a Miami.

Però c’è rimasta la panchina.




One Response to “(Italiano) una panchina in piazza walther”

  1. Love your site man keep up the good work

Lascia un commento