(Italiano) VINTAGE

17/05/2013

L’epoca sono gli anni dal 1963 al 1970. Era scoppiato il boom economico, quindi a seguire la nuova disponibilità di denaro era normale  che in tutti  i campi ci fosse un desiderio di nuovo, il cambiamento fu pesante : tv , cartelloni pubblicitari, capelli cotonati, occhiali da sole al femminile a forma di farfalla, auto per tutti, vacanze ecc.ecc. In quel clima nascevano anche nella ristorazione dei nomi assurdi e un poco loffi tipo “alla Trattoriaccia” “dal Pirata ” e simili….. Rientra in questo clima anche  il RISO ALLA PESCATORA  che solo il nome mi fa tenerezza. Eravamo tutti giovani, ed erano giovani anche quelli che se ne sono andati.; c’era voglia di novità e questo riso col pesce pensate che era considerato un cibo quasi esotico! Comunque di moda e noi lo si andava a mangiare da Bastanelli a Fiumicino , proprio li dove arrivavano i pescherecci sul porto canale. Bhe’ che ci crediate o no era squisito, ovvio che il pesce deve essere fresco. L’alter di’  è venuta a mangiare da me la Chiara e glielo ho fatto … (è stata contenta) Ricetta base per quattro persone : 2 etti di cozze ,  2 etti di gamberi , 2 etti di seppioline tagliate a striscioline,aglio , un pò di cipolla, passata di pomodoro , prezzemolo, un pizzico di sale, pepe a macina , e direi un bicchiere a testa di riso arborio che si deve ben sgranare ( di proposito lo chiamo RISO alla pescatora e non RISOTTO) ci vuole anche un bicchiere di vino bianco secco, un paio di mestoli di fumetto di pesce  . Per quanto riguarda la procedura di cottura dovete  far uso della Vostra intelligenza (il sistema è sempre lo stesso !)  Buona fortuna……………..

(Italiano) Maccheroncini mon amour

24/03/2013

La sera della festa:  pioggia a dirotto e bufera.  Massimo disperato. Siamo da lui a  Porto San Giorgio nelle Marche . Tutto rimandato al domani. Con l’amico  Arturo andiamo a mangiare pesce  a San Benedetto del Tronto. Perfetto:  il solito stanzone marchigiano squallido ed estivo (nelle Marche in inverno fa sempre freddo, sono parsimoniosi, non riscaldano) però il pesce era freschissimo e squisito : vari antipasti freddi e caldi, poi pasta con vongole, poi grigliata ecc. ecc. tutto avviene in attesa della festa di domani. Notte, freddo poi giorno con sole…..  Tutti alla grande festa….  Arriviamo e Massimo felice e gentile come sempre. Mi sono domandato dove sono?  a  Hollywood? No, a Porto San Giorgio: una villa meravigliosa, nuova,  spazi perfetti,  giardino immenso, e questo è il punto, tendone bianco che conteneva sotto di se circa duecento persone, ovunque, qua e là, punti di aggregazione: chi per  polenta sul paiolo (con due contadini che la rimestavano), chi per porchetta al forno, chi per gelati squisiti ecc. Ma, finalmente ci siamo, ad un certo punto della festa, dopo due ore circa di gozzoviglie varie, arrivano dei gentili signori con padelle fumanti di  maccheroncini  perfetti al ragù (che non c’entra nulla con Bologna).  Ok,  mi sono innamorato e non ci posso fare nulla: è successo! Dovete sapere che nelle Marche i maccheroncini sono una via di mezzo tra i tagliolini e la chitarra, una sorta di tonnarelli, direi; cotti al dente,  si staccano uno dall’altro, sono nervosi e  vivi, non c’entrano nulla con le tagliatelle tenere di Bologna. Immagina , yes,  you can.  Sei sotto un tendone bianco, in un giardino ampio e verde, ha smesso di piovere,  giri la faccia a  est e vedi  nel declinare della collina un mare assolutamente blu, laggiù, nel frattempo, ti portano dei maccheroncini fumanti , al dente, con il sugo necessario e leggero…. Immensa, assoluta civiltà, solo italiana ….  secoli di cultura…  così si fa e solo così, non ci sono altri modi. Credetemi ne avrò mangiato quattro piatti…  era un gusto irresistibile, qualcosa tra il perverso e la santità. Da allora continuo a mangiare i maccheroncini, in particolare quelli di Camerino (ci sono anche quelli di Campofilone), in tutti i modi. Grazie ai maccheroncini  ho inventato  la seguente ricetta: Maccheroncini di Camerino ai carciofi violetti con grattugiata di limone  per quattro persone –  250 gr.  di maccheroncini di Camerino –  6  dcl di olio extra, tre spicchi di aglio rosso pelati ed interi, 4 carciofi violetti liberati dalle foglie dure (ma liberati sul serio, devono rimanere come dei carciofini senza gambo, e con foglie tenere), i cuori di carciofo vanno, poi pareggiati e tagliati fini per verticale, assolutamente non in orizzontale, in modo che rimanga un po di cuore in ogni fettina. Poi ci vuole una grattata abbondante di limone di Sorrento al naturale, ovviamente solo di  buccia gialla, e poi prezzemolo. Tutti gli ingredienti vanno messi in padella insieme e a freddo. Quando, dopo 8 minuti a fuoco vivo, i carciofi si sono croccati, bisogna abbassare il fuoco al minimo, buttarci dentro i maccheroncini cotti al dente, saltarli un minuto in padella  e  poi ci vorrebbe il giardino in collina che dolcemente, anzi dolcissimamente, degradi verso il mare, ad est,  un mare blu…   A proposito, ci vuole anche sale e pepe.

garlic and oil

23/11/2012

Questa volta cominciamo da molto lontano. Io sono pigro mentalmente (non fisicamente) ed impaziente ed in più sono approssimativo, non cerco quasi mai la precisione altrimenti avrei scelto di guidare un un jet, onde per cui quello che segue o ve lo cercate su internet o va bene così. La storiella è conosciuta e recita così : un monsieur chef del re sole stava cucinando al suo sovrano una frittata , cercando di girarla in padella questa gli scivola mezza fuori o comunque viene pasticciata, allora lo chef disperato, perchè probabile che andasse incontro a taglio della testa, giocò il tutto per tutto. Sistemò alla meglio la frittata bruciacchiata nella padella e ci versò un liquore all’arancia. Grande fiammata, meraviglia del re, lo chef furbissimo gli disse che era un’invenzione, un nuovo piatto da assaggiare. Nasce così uno dei piatti più famosi del mondo: le crepes susette. La casualità in cucina ha una valenza straordinaria.  Quindi stavo bighellonando tra gli scaffali del negozio di alimentari del mio amico bangla Abu, vedo una piccola scatoletta di funghi , guardo meglio anche se un’attrazione fatale mi aveva già fatto capire . Sono funghi chiodini. Li compro anche per l’immagine stampata sulla scatola: perfetta. Vado a casa  a cucinare.  Gramigna di semola  all’aglio e olio con chiodini  Padella da 30 cm uno spicchio d’aglio, poco olio, scolo i funghi dal loro liquido (che è poi altro olio) e li faccio saltare nell’olio che sfregola. A lato cuocio della gramigna al dente che poi unisco ai funghi Allora il successo casuale dei chiodini con la gramigna è dovuto al fatto che la gramigna cotta è della stesso lunghezza dei chiodini e siccome è ritorta si avviluppa intorno ad essi : ogni boccone è perfetto. (ci va anche un po’ di peperoncino e prezzemolo ) Vi comunico i dati tecnici : funghetti trifolati  gioie del bosco (prodotto a Padova) gramigna n°31 cott. 9 minuti specialità De Cecco. E’ uno di quei casi in cui la scatoletta è meglio del fresco !

the dawn

9/04/2012

Quando la notte è più buia, l’alba è più vicina. Non c’è dubbio. Il problema è che alba ci aspetta: la solita o un alba nuova, diversa?  Non lo so, ma so che la notte è al massimo del buio. Spero che dopo anni di cucina sperimentale troveremo una nuova formula; effetto di più fattori differenti che ci porteranno comunque ad un risultato meno loffio. Forse il futuro è nel singolo ingrediente.Tutto sta nel trovare ancora qualcosa di mangiabile e non nell’assemblare ingredienti a caso: uno solo ma ottimo, e lo è quando se ne riesce a percepire il gusto netto. Questa è l’alba che mi aspetto.

(Italiano) CIBOSANO (FORMAT)

29/12/2011

Libero amore,droga,contestazione politica,fate l’amore e non la guerra…….cibo….Si cibo.Questo è un piatto che parte da molto lontano nel tempo : 1968.

Allora veniva contestato anche il cibo al punto che grassi italiani pieni di spaghetti al sugo decisero di mangiare in altro modo e dopo vari esperimenti persi nell’interpretazione del yn e yang del cibo (vedi dott.Osawa) ed ettolitri di tè verde finalmente tornarono agli amati spaghetti al sugo e non se ne parlò più.Ho conservato una ricetta di allora: riso basmati con le verdure.Credo che oramai sia acquisita visto che il tempo è galantuomo….quindi ve la propongo com’è nella sua semplicità.

Fate bollire senza sale mezzo kg di riso basmati e scolatelo al dente.In una larga padella saltate in poco olio fumante le seguenti verdure già tagliate in piccoli pezzi: 1 porro,2 cipolline con il loro gambo verde,1 carota,1 peperone giallo,1 zucchina,1 gamba di sedano e qualche fagiolino tenero.Quando dopo pochi minuti le verdure prendono un leggero colore e si appassiscono versate nella padella il riso scolato che tenevate da parte.Aggiungere pepe macinato.Saltate il tutto per 5 minuti e portate in tavola nella stessa padella dove a piacere ognuno aggiungerà salsa di soia.(non è stato salato nessun ingrediente!).

Due varianti: una con aggiunta di dadini di carne ben rosolati (a parte) ,l’altra con gamberi a tochetti rosolati in olio.E’ di grande comodità,piatto unico che risolve una cena e in più piacerà a tutti.

(Italiano) AMICI CARISSIMI……

17/09/2011

Amici carissimi,è un pò che non scrivo sul sito…… Ma nella vita ho scelto di rimanere  povero,per cui sono libero di fare come voglio.

Quindi  se non vi ha troppo infastidito il mio lungo silenzio,leggete quel che segue; altrimenti andate a farvi fottere.

Casualmente , una sera d’estate, attraverso una finestra aperta ho ascoltato la conversazione tra uno chef e un suo probabile cliente : ovvio che la finestra era quella di un ristorante.Si trattava di una eventuale prenotazione per una cena futura.

Chef:  ….Ma si! vi faccio la spigola !

Cliente:  La spigola va benissimo…

Chef:  …..dei fitettini marinati di spigola su un letto di cipolla Tropea

Cliente: ah,bene… (un minimo dubbioso )

Chef:…poi una catalana di crostacei…con verdurette….

Cliente: …bene,bene….. senti,ma di primo che ci dai?

Chef: non ti preoccupare … i miei stuzzichini..così…

Fine del dialogo. Siamo al dunque: ormai non si mangia più da nessuna parte.Una bella spigola da 10 kg è un antico ricordo. Lo chef compra i filetti di spigola surgelata,li fa scongelare poi li marina per qualche ora e siamo  già a posto: ma NON è una spigola; ammesso che qualcuno la sappia ancora cucinare una spigola da 10 kg! E via così.la colpa è che tutti vorrebbero essere ricchi e sono poveri per cui si devono mangiare i filettini surgelati pensando di essere ricchi. E si,la spigola è roba da ricchi….cazzo:

the octopus assassination

25/04/2011

Era una cristallina mattina dei primi di settembre,il mare blu ed immobile accarezzato dalla tramontana che soffiava da nord. Entro in acqua alla Punta.Sapevo per esperienza precedente che a circa 20 m dagli scogli,dritto a me,c’era a circa 7m di profondità una tana;ogni tanto ci andavo a dare un occhiata e spesso trovavo qualcosa….                 Con me avevo un fucile ad aria compressa con arpione.Prendo aria e vado giù.Metto la testa nella tana e quasi sbatto contro un grosso polpo che mi guarda con i suoi occhi tagliati e si ritrae ma di poco.Torno sù e prendo aria.Vado giù e con calma, lui era sempre lì ,gli scarico l’arpione in mezzo agli occhi.Tento subito ,l’aria stava finendo,di strappare l’asta e lui con l’asta ma non ce la faccio perchè il polpo si aggrappa con i tentacoli alle pareti della tana.Torno sù,prendo aria e di nuovo giù.Stavolta adoperando l’asta della fiocina con gesti circolari e spingendo con tutta la mia forza: dopo poco vedo che si stacca dalla roccia.Torno sù ,aria…torno da lui e prendo il fucile che avevo lasciato sul fondo,dove alla fine dell’asta che è legata con un cordino di tre metri c’era avvinghiato e disperato il povero polipo.Torno sugli scogli e una volta uscito dall’acqua comincio dopo avergli rivoltato la testa a sbatterlo sui scogli.Vado a casa e lo cucino” all’inferno” cioè un tegame abbastanza alto ,lui dentro con quattro patate sbucciate,mezzo bicchier d’acqua un coperchio.Dopo 2 ore ecco il polpo che dalla tana è finito in tavola,lui ha assunto un colore rosso,meraviglioso.Un pò d’olio e pepe….Che tristezza,no,il polpo era squisito ma la lotta era impari ed in più lui se ne stava in pace con i suoi problemi nella tana,laggiù in fondo…Spesso sarebbe bene che i giovani spensierati ci pensassero prima di ammazzare altre creature.. Era inutile,potevo mangiare altro cibo.Non c’è un vero motivo del suo assassinio,forse l’arroganza del più forte unita a tanta stupidità.Sono passati tanti anni da questo episodio e ho provato a ragionarci sopra,può darsi che la vista del povero polpo nella tana mi abbia scatenato una repulsione mista a violenza e che in realtà mi raccontavo che volovo mangiarlo e che ero un pescatore e tanta altre cazzate simili.Ogni tanto penso con tristezza e colpa a quello sguardo che mi diceva:”che cavolo vuoi?Non vedi che sono qui a casa mia e non rompo le palle a nessuno?”

(Italiano) stupidità

14/03/2011

Centomila anni fa ero un bambino di 12 anni.Con la famiglia andavo,durante le vacanze estive in montagna a Bardonecchia,in val di Susa. Avevo una carabina ad aria compressa che sparava dei pallini di piombo chiamati diavoletti. Con mio fratello e Benito un ragazzo più grande di noi che i genitori ci avevano messo alle costole per sorvegliarci,andavamo su per le montagne tutt’intorno a cercare nelle vecchie trincee della seconda guerra mondiale (era proprio il confine con la Francia là dove avevano combattuto gli Alpini)polvere da sparo lamellare che ovviamente facevamo esplodere,spolette anche quelle ecc.ecc. roba da rimetterci facilmente le mani o anche morire.Il nostro divertimento era totale ed ovviamente mi portavo dietro la carabina.Passavamo così le mattine e verso mezzogiorno ci preparavamo per mangiare.Benito aveva un sacco da cui tiravamo fuori salsicce e pane,poi veniva acceso un fuoco e preparato con uno stecco uno spiedo.Fin qui nulla di male,a parte le spolette,ma ecco la STUPIDITA’: con un’abilità assoluta riuscivo ad ammazzare degli uccellini inermi che se la spassavano in cima agli abeti con la maledetta carabina:pensate che sparava un solo pallino alla volta.Loro,feriti a morte cadevano sbattendo le ali lungo i rami dell’albero con un fruscio violento che ancora ho nelle orecchie.Poi quando li prendevi in mano vedevi un povero piccolino tutto colorato,spesso avevano delle ali sul giallo,marrone con qualche piumetta bianca….Che immensa stupidità ammazzare quei poveri animaletti,un attimo prima erano felici sul loro albero ora nelle mie mani.Non finisce qui perchè poi li spennavamo e nello stecco infilzavamo prima un pezzo di pane,poi un tocco di salsiccia e poi l’uccelletto;il tutto sul fuoco.Chissà forse pensavo di essere un cacciatore nelle montagne Rocciose del West! Oppure ero solo uno stupido che si compiaceva di mangiare gli uccellini per conformismo e non certo per fame.

Questa storia mi pesa ancora oggi come un macigno .

(Italiano) wolfpeniesrino 3

22/12/2010

In questi giorni si fà un gran parlare  di come risparmiare per il pranzo di Natale  e per il cenone di capodanno,proposte di tutti i tipi : in quel dato ristorante ce la caviamo con 60 euro a testa,meglio a casa comperando solo cibi italiani che costano meno…. ecc. ecc… Ma nessuno parla di quei poveracci che non hanno MAI DA MANGIARE .

Oramai o fai parte del problema o fai parte della soluzione.

AUGURI  DI BUON NATALE

(Italiano) spaghettini sciuè-sciuè

24/11/2010

In napoletano sciuè-sciuè indica un sugo veloce ,leggero,rapido nell’esecuzione,quasi con noncuranza: quattro pomodorini,un pò d’olio una foglietta di basilico e poi spaghettini…Mentre preparo il tutto mi viene in mente che una volta andai ad Amsterdam a visitare il museo Van Gogh,bene me ne stavo in un angolo abbagliato dallo splendore dei quadri del maestro e mi commossi profondamente nel vedere centinaia di persone che in silenzio e con rispetto ammiravano i capolavori e pensavo che Vincent aveva avuto una vita d’inferno:amarezze ,stenti,umiliazioni;pensate che l’unico quadro che riuscì a vendere fu comprato da suo fratello..Andò così,ma adesso e mi guardavo intorno,adesso la fama è eterna.I pomodorini sono pronti,quattro minuti saltati in padella con l’olio,butto gli spaghettini…E per noi che non avremo la fama eterna,per noi poveracci che soffriamo spesso di umiliazioni,privazioni,problemi economici,di salute e che litighiamo continuamente tra di noi,ma ne vale la pena?Per fortuna gli spaghettini sciuè-sciuè sono pronti.

little clams

7/10/2010

Per loro,le vongole,provo un amore saltuario ma che dura nel tempo:sono quasi 70 anni che ognitanto le incontro e l’amore per loro è sempre lo stesso della prima volta. Già,la prima volta.60 anni fa. Roma,estate,mattina presto,aria fresca,sole si va ad Ostia. Dopo ore passate a massacrarci tra fratelli in bagni corse ecc. verso le 14 mia madre ci portava traversando in auto la pineta di Castelfusano in una trattoria  ai margini della pineta stessa,”la pinetina”,dove sotto immansi pini marittimi,all’ombra,su tavoli di legno e tovaglia di carta si mangiava,serviti dal simpatico Luciano(omone malinconico,sorridente,con immancabile camicia bianca e cravatta nera un pò unta.) Lì è stata la prima volta che poi è andata avanti tutta quella estate. Passiamo all’ultima volta:60 anni dopo. Qualche anno fa,non mi ricordo il motivo,da Roma andavo in auto a Venezia e in particolare da Rimini in direzione nord sulla via Romea ad un certo punto,tra una pineta e l’altra,tra campi arati e capannoni,tra banchetti che vendono zucche e chioschi di piadine,sempre in assoluto piano così che non vedi altro che la strada e l’immenso cielo,ecco che mi trovo su  un cavalcavia,cioè in alto di almeno 20 metri rispetto alla solita strada.Miracolo, improvvisamente appare per circa 15 secondi a  destra il portocanale e laggiù il mare…Portogaribaldi.Centinaia di pescherecci ecc. gabbiani ecc visione  felice , assurda in quella campagna profonda che è la provincia di Ferrara.Pochi secondi ma sufficenti a decidere che ci  sarei tornato a mangiare le vongole. Cosa che feci qualche mese dopo. Camper.Arrivo a Portogarbaldi una domenica mattina.Parcheggio lungo il molo,che avrei potuto pescare dal finestrino del mezzo. Mi mischio ai turisti domenicali.Su e giù per il molo.Pescherecci attraccati.Venditori di pesce frsco.Aria di festa.Gabbiani.Sole.

Bighellono lungo il molo,guardo i negozi che vendono canne da pesca,mulinelli,esche finte multicolori.Ecco un frutta e verdura: compro aglio e prezzemolo due peperoncini un litro d’olio.

Capito davanti ad una grande pescheria.Un banco di almeno 10 metri straboccante di pesce fresco di ogni genere,aragoste,astici,e finalmente vongole:veraci e lupini (volgolette) chiuse in reticelle da un kg.

Dico al tipo,un ferrarese secco,tagliato,nero,duro di darmi delle vongolette belle fresche…..pago e felice me ne vado al camper per cucinarmele.

E’ sera,il portocanale si illumina di tutte le sue luci,i pescherecci dondolano dolcemente,i gabbiani stanno per andare a letto…l’ora magica o l’ora blu…. sono nel camper davanti ai fornelli e vedo ciò dai finestrini…allora:pentola,un bicchiere d’olio,due spicchi d’aglio schiacciato,vongole appena lavate(erano già depurate,pronte all’uso) fuoco vivo,un bicchiere di vino bianco,peperoncino…si aprono dopo poco…ora il prezzemolo,fai che rimanga un bel pò di sughetto…mi siedo davanti a me vedo il porto … è la perfezione… un momento di gioia..comincio a mangiare la zuppetta di vongole  ma sono secche ,dure,non sanno di un granchè..continuo….poi mi stufo.Prendo la reticella che avevo buttato dove c’è  la data di confezionamento.Il tipo,quel maledetto,mi aveva  venduto vongole commestibili ma di 5 giorni prima,in una parola  vecchie.

Come spesso accade sono stato punito,avevo  esagerato desiderio di spassarmela con le vongolette;pazienza,ma quello che mi disturba è la stronzaggine del tipo che per l’avidità di qualche euro mi ha venduto delle vongole vecchie rovinando un possibile sogno di una piccola felicità.Che Dio lo fulmini!

(Italiano) una panchina in piazza walther

2/09/2010

Ci risiamo,ho bisogno di fare ordine mentale.Vado via un paio di giorni. Sei ore dopo sono a Bolzano.Inverno.Scendo all’hotel Greif,in piazza Walther. E’ una casa del 1500 in stile sudtirolese,difronte al duomo.Entro.Il portiere addetto anche al ricevimento sembra la caricatura di Ceccobeppe ma è reale e anche gentilissimo fin troppo gongolante. Camera sul lato dell’hotel,con letto grande.La stanza è tutta rivestita di legno.Un grande bagno rivestito di marmo verde con rubinetti di ottone lucido dove subito riempio la vasca di acqua bollente.Guardo fuori dalla finestra che da sulla via laterale .Di fronte due piani più in basso finestra illuminata,senza tende,un altro bagno con una giovane donna in mutande e reggipetto neri che si specchia.Si accorge che guardo .Non fa una piega,anzi mi guarda a sua volta con sfida e con calma dopo poco se ne và.Sono perplesso.Mi aspetta il bagno caldo. Dopo un riposino scendo e chiedo a Ceccobeppe dove si mangia,mi indica una scala che porta alla taverna dell’hotel che però ha anche un’entrata dall’esterno.Puro stile tirolese.Compreso nello stile c’è anche un kellerina

con divisa nera e grembiulino di pizzo bianco,ex bellissima , oggi sessantenne con maschera di rughe sottilissime(una che ha mangiato

poca verdura nella sua vita)e occhi fermi di ghiaccio che gentilmente

decide dove mi devo accomodare anche se sono l’unico cliente.Ordung.

Tagliere di speck,burro,pane nero e pepe a mulinello.

un knoedel in brodo.

Poi chiedo un Herrengrostl (padella del signore) è una padella con burro

patate cipolle e losanghe di fesa di vitello.  Una bottiglia di blauburgunder….

per finire  uno strudel alle noci.

Sempre solo ed unico avventore dopo dici minuti che fisso la testa

impagliata di un povero cervo appesa al muro di fronte,comincio a

sentire un gran calore,prima in faccia poi dapertutto:meglio se esco.

Passo dalla porta che da direttamente su piazza Walther.Di sicuro siamo

sotto lo zero.Mi siedo su una panchina che c’è lì,davanti al locale e comincio

a togliermi prima il giaccone,poi il cardigan e resto in camicia:finalmente

respiro.Mi accendo un sigaro.Mi godo il silenzio,l’ordine che c’è intorno;

sembra una città deserta.

Torno con la mente alla ragazza del bagno difronte.

Quello sguardo di sfida,quella pelle bianca,quasi livida,il caschetto di

capelli neri corvino…sono l’emblema delle ragazze sudtirolesi.

Donne di una sensualità estrema perchè la vera sensualità nasce dall’educazione repressiva ed estrema che hanno subito più il selvaggiume

tipico della loro razza.Pronte a tutto,purchè estremo.Il tutto senza inutili

finte allegrie nè troppi sorrisi.Insomma delle madonnine diaboliche e

dallo sguardo molto duro.Il contrario del carnevale di Rio.No samba.No

abbandono.Tutto gira solo nella mente,niente è naturale….

Pochi minuti prima di una congestione certa,dopo un ultimo tiro al sigaro,

rientro al Greif  .

L’hotel non c’è più o meglio oggi si chiama sempre allo stesso modo ma grazie alla complicità degli architetti ha una struttura come fossimo a Miami.

Però c’è rimasta la panchina.

(Italiano) in quel momento lì……

29/08/2010

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(Italiano) Wolfpensierino 2

21/02/2010

In natura nulla si cra e nulla si distrugge.Ciò vuol dire che la massa della terra  è sempre la stessa (intesa come peso);voglio dire che il peso è sempre quello del giorno del Bigbang.Percui il circolo è chiuso,noi mangiamo alimenti che provengono dalla decomposizione e ricomposizione della stessa materia:in pratica noi mangiamo noi stessi. Meditate Gente

(Italiano) Wolfpensierino

12/02/2010

LA VITA E’ UN CUMULO D’ERRORI  E L’ERRORE PIU’ GRANDE E’ IL PENSARE  DI CAVARSELA…….

(Italiano) Esercizi spirituali

11/02/2010

Chi è nato dopo il 1960 non può capire quello che scrivo di seguito.Meglio se nato dal 1940 al 1955  ha l’età giusta.E’ qualcosa che ha a che fare con lo spirito sepolto dagli anni che c’è in tutti noi.Ha a che fare anche con lo stomaco  quello fisico ed attuale che vi ritrovate.

Dovete cercare ( la difficoltà è enorme)una trattoria con il meccanismo lavorativo,la cucina ,il cibo,gli arredi il più possibile simile a sua sorella maggiore…. Quella dove si andava a mangiare fino al 1975……..

Io l’ho trovata recentemente e mi ci sono infilato con tutto lo spirito di cui ero fornito in quel momento.

Da fuori assolutamente insignificante,lungo uno stradone della Bassa,con un’insegna laconica generalista tipo trattoria del ponticello..

C’era un grande parcheggio per i camion.Era pieno per trequarti.Dentro lo stanzone circa 70 persone in tavoli da quattro /sei .Mi fanno sedere ad un tavolo da sei ma eravamo in tre da una parte ed io in fondo dall’altra.Tovaglie bianche con sopra un foglio di plastica trasparente,tovaglioli di stoffa ,forchetta e coltello di quel’alluminio leggero,bicchiere senza gambo rivoltato all’ingiù.Un ragazzo giovane,grasso,alto, stretto dentro una giacchetta bianca che lo semisoffocava il cui bottone centrale sembrava stesse per cedere,con dei piedi assolutamente piatti  mi porta un cestino di plastica azzurrina con dentro due panini di numero.Poi attacca:” Oggi abbiamo: farfalle prosciutto e piselli ,tagliatelle al ragù,maccheroni al pomodoro.”Mi fissa e attende che decida,avrei voluto chiedergli qualcosa,tipo che pasta è,la fate in casa,e tutte le solite pippe di tutti i soliti ristorantini..Per fortuna lui non si muoveva  non apriva bocca e mi continuava a fissare in placida attesa.Tagliatelle al ragù,dico e vedo che è soddisfatto.Immediatamente mi dice:”di secondo abbiamo costata con patate al forno,milanese con patate al forno,coppone con patate al forno oppure se vuole insalata.E mi fissa.Dico cappone con patate in insalata se è possibile,mi dice di sì;un quarto di vino rosso ,mezza minerale.

Sembra che non sia passato un giorno dal 1970…Tutti i vari gourmet,tutti i giornali di gastronomia,le centinaia di trasmissioni tv sulla cucina,il salutismo anticolesterolo martellante generale…insomma gli ultimi 40 anni della nostra vita sono fuori dalla porta d’ingresso.

Mi guardo attorno,il vociare era altissimo ma il volume di una televisione appesa nell’angolo in alto lo era ancora di più.Nel frattempo squillavano qua e là le suonerie dei vari telefonini almeno una suoneria ogni trenta secondi,il contrario esatto dei canoni di comportamento da tenere in un posto dove si mangia.Stranamente,forse perchè ad ogni telefonino corrispondeva un lavoratore in tuta che cercava di parlare in quel breve intervallo con la moglie o che ne sò,non mi irritavano più di tanto.Insomma mentre finisco i due panini mi rendo conto di essere al centro della mia vita,in un qualcosa che conoscevo e conosco bene,dico al ragazzo di portarmi ancora pane.Il pane arriva insieme alle tagliatelle.Il sapore del ragù di una volta…un pò acido,rancichetto con una spolveratina di grana :quello che desideravo .Poi il secondo :”scusa ma questo non è cappone!

“Questo è coppone con patate in insalata” Avevo capito male,quindi mi mangio il coppone che non c’entra nulla con le patate in insalata.Tutte dosi,sia il primo che il secondo,pesate per la soprovvivenza fino a sera.

Inutile cercare compiacimenti vari.Si ritrova se stessi,il proprio io lontano, in trattorie come questa dove i sapori sono ancestrali,non esistono più . Fanno parte del tuo spirito passato di ricordi lontani dove solo oggi ti rendi conto che quel sapore è legato alla tua giovinezza alle varie speranze che avevi. Questo è un vero esercizio spirituale ,provateci .

(Italiano) Brasare

9/02/2010

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(Italiano) Ciao Antò

3/02/2010

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(Italiano) Fritto misto alla fine del mondo

2/02/2010

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